Dead Skyline

il Giovane Scottex (tHe Hazardous Waste) a domanda risposta!

luglio 19, 2012
3 commenti

Intervista di Chiara Panero

Ciao Alessandro, come per ogni gruppo che fa il suo ingresso sulla scena, anche per voi è giunto il momento della prima intervista: per cominciare ci puoi spiegare come e quando nasce l’idea di dare vita al progetto HW?

L’idea è di Hugo Bandannas, penso come modo per fare musica in maniere più scanzonata e libera, dire sperimentale mi pare osare troppo… io e jean abbiamo suonato con Hugo per anni e sapeva che il nostro approccio era quello che poteva andare bene per l’idea che aveva in mente. Lui aveva avuto modo già di ascoltarci nei Mantrax dove in definitiva davamo già libero sfogo alle nostre visione sghembe da tavola di rosesciac (come cazzo si scrive?)

Dato che la vostra formazione arriva da un passato musicale di insieme che è quello dei Port of souls….cosa vi siete portati dietro come bagaglio?

Sappiamo già come ognuno di noi si comporta quando suona, siamo già una famiglia rodata, In fondo il gruppo aveva già avuto un suo battesimo per un festival a cuneo, più vicino inculonia, ci chiamavamo deadskyline, eravamo sempre noi tre, unico gruppo a tre in un festival per one man band ah ah

Come descrivereste il vostro sound a chi fosse lontano anni luce dalla vostra musica?

Garage proto punk tribale saturo di feedback suonato con pressapochismo.

Dimmi tre gruppi da cui vi sentite influenzati (sempre che vi sentiate influenzati da qualcuno…)

Come gruppo non pensiamo molto alle influenze, attacchiamo a suonare e vediamo cosa esce, però la formazione comune a base di punk, noise, no wave e rock liturgico, emerge chiaramente.

“Padre Pio Kebab”: ci puoi spiegare il senso di questo contrasto?

Chiedilo al kebabbaro che ha aperto un chiosco con questo nome! Insomma il titolo è una citazione

Il vostro nome ispira suggestioni metal: qualcuno di voi è un appassionato del genere?

Che io sappia nessuno di noi ascolta metal, penso che il nome derivi da un cartello che indica rifiuti tossici,qualcosa del genere, in realtà quando Hugo lavorava al Porto si trovava spesso a che fare con questi rifiuti “speciali” tossici e credo che in qualche modo ne abbia anche inalato il contenuto 🙂

il nostro motto è in linea con il nostro nome: “suoniamo canzoni con gli scarti tossici che altre band hanno rifiutato”

Come gruppo emergente, che ne pensate della moltitudine di gruppi proliferata nella scena indie negli ultimi anni grazie ai social network?

Sinceramente vedo poca roba in giro innovativa o di grande qualità, noi compresiJ però provare a fare il rocker nei ritaglia di tempo e condividere la cosa con altri e un buon modo per buttare fuori le tossine, ad Hugo so che piacciono gli Intellectuals ed i Libanesi nel panorama nostrano. Jean è un patito dei motorpsycho che in qualche modo per tutte le volte che hanno suonato da noi, possono considerarsi italiani d’adozione.

Per chiudere, la domanda di rito: progetti per il futuro?

Nulla di ambizioso, fare altri concerti dove speriamo che la gente si diverta e magari riuscire a trovare una casa famiglia dove alloggiare e far prove a costo zero. Comunque è il nostro manager “Il Turco” che pare si stia dando da fare per trovarci qualcosa in giro. Comunque date un ascolto al nostro demo uscito da poco “El coche boogalero” prima di liquidarci come il Vetril, tutto scaricabile sul sito www.soundclick.com

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The Hazardous Waste: La discarica dei suoni – intervista di Monnalisa Cyberpunk

luglio 11, 2012
3 commenti

 

Decotruttivisti analfabeti degli spartiti – Non sanno montare neanche i lego figurarsi a smontarli – costretti a marcire in inutili sgabuzzini di feedback solipsista – Lascereste riesumare vostra nonna dagli Hazardous Waste?”

“Noi suoniamo canzoni con quello che le altre band scartano” Hazardous Waste

di Erica Marchini aka Monnalisa Cyberpunk

E’ con queste premesse così inopinabili e assiomatiche lette sulla loro pagina facebook che mi sono messa sulle tracce degli Hazardous.

Cercando una risposta a quei pochi interrogativi che mi ronzavano in testa e a cui gli H.W lasciano un minimo spiraglio. Il Bandannas aka Uncle Monkey, voce e chiatarra slide-lagnosa,  ha cercato attraverso le sue parole di farmi dormire sonni meno agitati

 

D. Ho ascoltato due pezzi degli hw e ho pensato che ci volesse del talento per rendere qualcosa di musicale così disturbante… Non sono una musicista ma mi sono venuti in mente i Sonic youth e alcune desert sessions di pj Harvey e josh homme. Come si arriva a questo sound?

R.Quando si tende a suonare? qualcosa che è rumore o rumore-silenzio-rumore inevitabilmente si viene accostati a gruppi quali i sonic youth. Probabilmente il tuo è un complimento involontario, ma non ho mai reputato i sonic youth capaci di suonare, rumore o meno sono dei furbetti hipster newyorkesi che sanno il fatto loro.

 ..Si tratta semplicemente di mettere nero su bianco delle sonorità dettate dalle emozioni o dall’atarassia del momento, senza partitura, a braccio.

Abbiamo registrato due lunghe session “once we were the best now we got wrost” e “un-sonic granny” parodia dei già parodistici sonic youth. Come va pontificando il nostro ba(s)sista jean de la mer cerchiamo di dare un volto sonoro al carpe diem, a volte ne esce qualcosa, altre volte è solo polvere  e detriti che scorrono . Per quanto riguarda affinità con il desert rock sinceramente non ne vedo traccia. l’unico deserto è quello nelle nostre menti, inaccessibile anche a noi stessi.

D. Chi scrive i testi  delle canzoni?

I testi sono frutto di qualche frase chiave che ci ha fatto sorridere prima delle prove, come il pezzo don’t bejoux, starebbe per non stare giù, in down che gli è scappata come una scoreggia a jean nel momento di pausa sigaretta.

D. Il concerto di lunedì 16 luglio è ormai alle porte e sul palco si alterneranno Band vicine al genere death… Come credete che vi accoglierà il pubblico ?

U.M. Per noi questa è la prima uscita con gli Hazardous.

 Sarà un’incognita, come incognito sarà il pubblico?? presente, incognita finale i gruppi grind-death che suoneranno con noi che non conosco. In definitiva saremo l’unica band fuori dal trend e personalmente preferisco i concerti disomogenei a quelli monotematici, quindi è ok!

 In una parola quando è l’incognita a dominare solo l’alcool può riempire tale dubbio e farci divertire un pò.

>D. Bandannas hai una presenza scenica sorprendente, in preda alla Taranta ruggisci e guaisci avvinghiato al microfono per poi rotolarti per terra come un serpente a sonagli dal demonio posseduto. Hai in mente qualcosa di veramente hard core  per la prossima settimana ?

U.M.  Con gli Hazardous sfregio la mia epiphone mancinaccia e quindi  sarò imbalsamato ma forse imbrillantinato. No davvero! Una delle ragioni di esistenza degli Hazardous è proprio il cercare di farla finita con quelle cose da straccio da palco, che rotola patetico sovrappeso come una aspirapolvere di lardo e pelo.

Gli Hazardous Waste per come sono stati concepiti e poi abortiti sono vettorialmente opposti al trend poser – rock and roll animal e tutte quelle cazzate. Una notte ho avuto una rivelazione, mi sono visto due tre concerti di Elvis, James Brown, Doors, Iggy e dei cramps, tutti artisti che ancora adoro,ed ho capito che non si può più fare di meglio dal punto di vista della presenza scenica, e mi sono dato ad altro. 

>
>D. Come sarà il futuro degli hw? Prevedete di esibirvi fuori dai confini lombardi?

U.M. Noi siamo una specie di disagiati da casa famiglia, il massimo che possiamo fare è far venire qualcuno alle prove o suonare in contesti come festicciole private, la sagra del lexotan, ma davvero non credo faremo molto altro, non ci interessa.

>D. La Band ha trovato la sua formazione definitiva o dobbiamo aspettarci un work in progress pieno di sorprese?

U.M. Jean Jean de La mer alla chitarra, Giovane Scottex: drums, basi e chinotti a go go ed il sottoscritto Uncle Monkey voce e chitaraccia siamo il nucleo originario, ci conosciamo da tempo, c’è un certo disagio che ci unisce, perchè alla fine è il disagio a tenere uniti, non l'”agio”, per il resto nella nostra breve vita, considera che abbiamo cominciato a settembre del 2011 ci sono già state un paio di defezioni, ma per la breve esibizione del 16 luglio al Lo Fi all’interno del festival ci sarà una very special guest a darci una mano al basso. Una amica che ci ha parato il culo all’ultimo……
>
>D. Quali sono i vantaggi legati ad un cambio di formazione?

U.M. Dipende dala finalità, il più delle volte nelle band di serie B, come noi, sono  i componenti stessi ad andarsene  per i più svariati motivi, stanchezza, scazzi, famiglie a carico, turni di notte, qualcuno ci lascia le penne. In senso più ampio i cambi di formazione se non c’è una finalità di vera sterzata del suono, servono a poco, solo a peggiorare.


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Il Colore del Buio – kulturock

luglio 8, 2012
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di Hugo Bandannas

 

Il colore del buio è un terzetto meneghino, con a trati l’aggiunta del “bel canto” di giuditta che non ha nulla a che fare con l’omonimo album di Vecchioni uscito di recente. Innanzitutto i 3 plus one esistono da quasi una decade con all’attivo una quarantina di dischi all’attivo, ep e demo inclusi, ed è quindi molto più probabile che l’autore di “luci a san siro” abbia preso in prestito il loro nome, così evocativo, quanto la loro musica.

Ortodossi fino all’osso nella loro scelta di autoproduzione e al di fuori di ogni scena locale-nazionale Il Colore del Buio, mao, chitarra elettrica, jeanpk, basso elettrico, tbone mustang, batteria, chitarra, midi, il combo all’ombra, anzi al buio della madunina, ricorda un pò nella sua attitudine una comune hippy 68ina, o degli eremiti lisergici che dal messico sono stati teletrasportati direttamente nella deadskyline padana.

Isolazionisti fino all’estemo come scelta si avvalgono di intrecci minimalisti ma molto suggestivi, degli Ulan Bator o Deus non affrancatisi del tutto dell’età d’oro della british new wave, forte sopratutto il richiamo a sonorità tipo The Cure.

Il colore del buio è sostanzialmente un lungo viaggio, trip nel tempo e nello spazio, i loro 40 dischi circa potrebbero anche assomigliare ad un unica infinita traccia che farebbe impallidire anche band seminali come gli Amon Duul.

 

A questo punto vi basta cliccare sul link qui sotto pe cominciare il viaggio infinito che se riuscirete ad entrarci dentro come fosse un estenuante  film di Bilge Ceylan (c’era una volta in anatolia), forse servirà a trovare uno o più colori al buio di questi tempi.

http://www.soundclick.com/bands/default.cfm?bandID=1129695

 


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180 da “Racconti Cialtroni per Cervelli a Sonagli ” Zonacontemporanea Ed.

luglio 7, 2012
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Immagine

di Hugo Bandannas (© 2005)

Giustina, Giustì, maronna mia, agge sentit’!?
Agge sentit’ ca successo? Maronna mia bella, famme assittà ca me sent’ male, Giustina mia…
Antonio vamme a pija nu bicchiere d’acqua…bella fresca Antò…
Maronna, agge sentit’!? Nun ce posso credè…
La 180, la 180, l’ hanno levata la… 180, la legge su li matti! Giustì!
Me sentì Giustì?
Oddio, ma manca l’aria!
Giustì, ma ca c’hai? Nun me fa accussì eh…ma fai praoccupà…
Do sta Natuzza? Antò pija nu bicchiere pure pe tu madre, dai bello…su
Grazie Antò…bravo
Antò va a chiamà Natuzza, valla a cercà, corri, nun c’è tempo da perde…ci restu io accà co tu madre,vai…spariscite!
Lo sapisciu io, lo sapisciu Giustì, te lo dissi quante volte? Eh quante volte te lo dissi?
Accà la tu fija nun poteva da sta, me lo sentivo, te lo dissi quante volte Giustì?
Mo aritorneno… se la rivengono a pija, la riportano dentro! Pora Natuzza…
Mo ca pareva essise ripresa ‘nu poco, vero Giustì?
…Mira Giustì eh…com’è bella in chilla foto! Eh… nun è ‘na bella guajona?
No, nun chiagne Giustì, nun fa così, dai…vedrai…vedrai che mo Antonio la riporta a casa…
Poi ce penso io…ce pensa zi Franca…a nascondela per bene…dai su Giustì, nun chiagne.
A zi Frà, nun ce sta!
Che vol dì nun ce stà Antò! Che vol di? Eh ?
E niente…so stato giù in piazza..e…poi al bar, ma nun c’è..non la vidi.
Maronna Antò, oddio, ma che se la so presa!? Corri Antò rivà a cercà mejo, va a vedè da Don Marietto…
Natuzza mia, dove sei finita? Giustì…te nun te preoccupà…mo, mo la ritrovamo…sa.
Ancora qui Antò? Spariscite, movete!
Eh…s’era ripresa, eh Giustì? Te ricordi de quanno…a li primi tempi, che ce la riportarono, arrimaneva chiusa tutto il giorno nella camerella sua eh, tutto il tempo a pettinasse, ah… me pare ieri.
E’ sempre restata na bella guajona proprio, puro, si, dopo di li, s’ era sciupata tanto, t’aricordi eh Giustì?
Ma lo sai Giustì che Giovannina me fece na confidenza…insomma…me disse che…vabbè questo nun te lo potesci dicere… m’ha giurato di nun dillo a nisciuno altrimenti… lo sai no?
C’è l’affaturazione…si… e quelle lì mica che scherzeno sa! te ricordi il poro Santino come fini?
E finiscite quello bicchiere Giustì ca te fa sta mejo!
Ma io so bona de core Giustì, la zi Franca è bona dentro, mica come quelle, io te so sempre stata nd’appresso in ogni momento, come ‘na soreta, questo tu lo poi dì, vero Giustì?
Zi Frà…mà…Don Marietto…lo stanno…si lu prievete lo stanno a torturà!
Ma chi? Ma che stai a dì Antò? Zittete che voi fa morì tu madre de crepacuore? Nun lo vedi come sta?
Ma che t’nventi? Mo ce manca che puro tu dai li numeri…
No è vero! E’ vero, ve giuro! So arrivati col furgone, l’ho veduti co li mi occhi fuori la chiesa…e se credono che Natuzza sta nascosta lì…lì da Don Marietto.
Ma lui, dice che nun ne sacce nulla de Natuzza…dice lu vero lui, sa.
Ma quelli nun ce credono, lo stanno a… lo vojono crocifigge…si nun parla.
Oddio santissimo…
Poro Don Marietto era tanto na brava persona, che fine! pora Natuzza mia, come dovevino finì tutt’e due…chi l’avrebbe detto…
Antò, bello della zia, stattene acca, sta bono e nun te move più, mo nun se po fa più niente…arriva lu momento in cui t’hai da rassegnà.
Giustì, Giovannina m’ha detto, puro si è nu segreto a te te lo dico uguale, m’ha giurato di nun dillo ma noi se semo sempre confidati tutto, insomma…semo du sorete noi due eheh.
Lo sapisci che tutti quelli che so rimasti dentro, si quelli che nun so tronati mai a casa, no come Natuzza…pora fija…ce farà schittà lu core, eh, tutti quelli matti lì l’hanno venduti all’americani. Si l’americani, quelli del Mec… Donals, Antò lo conosci tu lo Mec Donals?
Si zi Frà, lo conoscio…
Ce fanno li panini! Hai capisciuto Giustì, ce fanno li panini farciti de matti! ehee…
Antò, me raccomando a zia, nun ce andà più dal Mec Donals.

Epilogo

Da un estratto del resoconto dei C.C della Stazione di Molazzano – frazione di Sarzanica-

(…)LA sign.ra Franca Natusciello nata a Molazzano (SZ) il 12 Ottobre 1933, e ivi residente in via dei Cormorani 77, è ritenuta colpevole, nonché, mandante unica dell’omicidio della dott.ssa Natuzza Santinori di anni 42, rinvenuta nell’abitazione della Natusciello murata viva nella parete laterale della camera da letto di questa .
La sign.ra Natusciello Franca, nota dall’intera comunità di Molazzano come “zi Franca” era inoltre, ricercata dalla legge per l’evasione dal “Carcere degli Invasati” di Sarzanica dove doveva scontare e sconterà una pena di 723 anni di reclusione per i seguenti reati:
1 Stregoneria
2 Molestie al sistema che tutela e preserva l’ordine sociale- comma 3/bis: Diffamazione ed invettive nei confronti di note multinazionali americane
3 Generatrice di ansie e paure infondate per la comunità:
quali:
a. Riapertura dei manicomi
b. Scoppio di una guerra
c. Epidemie di peste polmonare, variante asiatica.

(…) Il Don Marietto Attanasi, parroco di Molazzano, è stato altresì colpevole, poiché colto in piena flagranza di reato, di indicibile molestie verso Antonio Maria Cambusiere, giovane di 19 anni, incapace di intendere, nonché figlio illegittimo dello stesso Attanasi e per tale abominevole motivo, colpevole anche, di atti incestuosi.

(…)La sig.ra Giustina non è mai anagraficamente esistita se non nella mente disturbata della Natusciello. Secondo approfonditi esami di psicodiagnostica, la sign.ra Giustina rappresentava il transfer remissivo della Natusciello medesima.

Situazioni e personaggi di questa narrazione sono opera di pura fantasia.

RICORDA: La legge vieta e punisce ogni artefatto anche lontanamente verosimile


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