Dead Skyline

INTERVISTA CIALTRONA PER CERVELLO A SONAGLI

gennaio 28, 2011
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di Philty (Caffè letterario Montparnasse) con Hugo Bandannas

1. Leggendo i tuoi racconti si ha la sensazione che tu abbia dentro una rabbia indefinita.

A parte qualche topos, si può notare una vena di assoluta sincerità in certe esternazioni di violenza.Senti dentro rabbia?

Il termine “rabbia indefinita” è molto appropriato, a volte sono arrabbiato, nervoso o frustrato in maniera del tutto imprecisa ed indefinita, direi che è parte della alta percentuale di indeterminatezza che “determina” l’esistenza. Ma in realtà sono una persona mite, non farei del male ad una mosca (col ghigno di Norman Bates in Psycho)

2. Quando scrivi, hai come la proiezione di un altro essere a cui ipoteticamente rivolgi i tuoi racconti? Un essere astratto interlocutorio, intendo.

I miei sono ammiccamenti per un pubblico inesistente, la platea giù in basso la preferisco deserta, che ci sia qualcuno ad origliare nascosto dietro al sipario? forse mi rivolgo ad un pubblico clandestino, o almeno questa illusione mi intriga

3. Che distanza c’è tra te uomo e te scrittore? Deleghi allo scrittore il compito di tenere qualcosa in vita che si spegnerebbe se non lo alimentassi con la creatività?

Non mi pongo il problema di unità-identità-scissione tra me uomo e me scrittore, la creatività per me ha a che fare con la visione, non con gli aspetti conflittuali e le stratificazioni dell’ego, “je est un autre” affermava rimbaud non è funzionale per creare capire chi sia l “Io” e chi l’”Altro”.

4. Credi che sia questo il movente che spinga tante persone a voler scrivere pubblicare, farsi leggere?

Perché questa “vocazione artistica” collettiva non produce effetti positivi nel vivere quotidiano sociale?

A giudicare dal degrado umano che si vede in giro, si direbbe che gli esseri umani abbiano interessi del tutto diversi.

Non viene da pensare che sia solo un modo per mettersi in vetrina, una sorta di altro tipo di grande fratello?

La risposta sta nel fatto che si scrive molto e si legge pochissimo, la scrittura è diventata convenzionale: è come il colloquiare quotidiano tra le persone messo nero su bianco, ognuno riporta i diari del suo mondo soggettivo, così come ho fatto io in questa raccolta “Racconti cialtroni per cervelli a sonagli”, molteplici microcosmi non comunicanti, tante case del grande fratello, saranno le persone singolarmente a buttare l’occhio sulla casa-racconto più interessante.

5. Avevi una vocazione poetica, che continua a trapelare nei tuoi racconti, ma è cosa diversa esprimere poeticità attraverso versi. Perché hai scelto di cambiare forma espressiva?

La mia è sempre stata una prosa poetica anche nelle precedenti raccolte di liriche “l’ora blu” e “la morte si sconta chattando” c’erano già i germi di questi che sono diventati micro racconti.La scrittura si evolve o si involve laddove arriva a dei punti morti, inoltre di solito la poesia o prosa poetica tende a ripiegarsi su se stessa, a sbrodolarsi addosso, io mi sono fermato un momento prima, spero.

6 Il mondo che rappresenti nei tuoi racconti è fatto da personaggi che sembrano del tutto avulsi dalla realtà degli emarginati e anche dal mondo della fantasia:

E’ una casualità o una scelta?

Credi che il lettore riuscirà a identificarsi con loro?

Complimenti per l’operazione!In genere gli autori cercano percorsi più facili…

Il mondo che rappresento è un mondo assolutamente soggettivo in cui spesso confluiscono elementi onirici e flash lisergici che, con le dovute proporzioni, fanno collocare la mia scrittura nei pressi della beat generation, in cui l’intensità e l’evocatività delle parole superava il potere della trama, della storia e degli intrecci tra i personaggi. L’irrealtà che deriva dai miei raccontini è dovuta al fatto che i miei personaggi non amano la realtà e sono a loro volta vittime di visioni, e flash back, quindi la risultante di queste distorsioni crea dei personaggi caleidoscopici e psichedelici che se non esistono in forma letteraria funzionano come processi ideativi interni, sono voci interiori.Il lettore può “armarsi” di caleidoscopio e ritrovare la forma perduta dei personaggi e quindi far emergere queste voci interiori, queste atmosfere, e magari riuscire a decifrare qualcosa di sensato, un po’ come quando si osserva un quadro impressionista da lontano e finalmente l’effetto finale viene percepito in maniera integra, sana.

7 Quando si leggono i tuoi racconti si resta come ammaliati, è una sensazione del tutto nuova, anche se credo tu non abbia ancora trovato la completa espressività. Ti rendi conto che è come lanciare qualcuno nel vuoto senza dargli una rete di protezione?

Quando leggo un libro, ascolto un disco o guardo un quadro ricerco sempre il potenziale di pericolo che c’è in quell’opera, meno rete di protezione c’è, più l’artista si sta spingendo oltre, è ovvio che come può cadere l’autore e fracassarsi, anche il lettore deve esporsi ad un rischio, in fondo è la lezione di artaud e del suo teatro della crudeltà, l’imperativo deve essere quel “non attardarsi su forme artistiche”. C’est tout

 La Raccolta sarà disponibile nel giro di pochi mesi, primavera 2011, nel catologo http://www.zonacontemporanea.it/  per la C..E. Zona  www.editricezona.it, sarà qui riportata l’anteprima dell’uscita con relative presentazioni.

Danke

La Redazione

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I Caffi : Il liquame affonda la Regina

gennaio 19, 2011
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Ci sono quei dischi unici ed irripetibili: scolpiamo queste cazzo di canzoni una volta sola  e  buttiamo via il calco!

L’irriproducibilità  deriva non tanto da una questione di  tecnica ultravirtuosa o di sopraffina strategia di produzione, piuttosto da una pressoché totale mancanza di tutto questo.

Perchè dischi come “funhouse” degli stooges hanno un valore stratosferico? Semplicemente perché nessun altro, neanche loro stessi, o ciò che resta degli stooges, potrebbe reincidere un disco del genere.

Al contrario un disco epocale come “Dark side of the moon” dei Floyd  potrebbe essere scritto nuovamente, partitura per partitura, suono per suono, dai radiohead dopodomani agli abbey road studios e nessuno si accorgerebbe delle differenze con l’originale.

Il rock and roll della prima specie, species irripetibilis, ha senz’altro un appeal maggiore, se si è consapevoli che paganini non ripete, il valore del prodotto aumenta e diventa solitamente oggetto di culto, o pietra miliare se si ha davvero culo, per funhouse è stato così, ed anche per Twin infinitives dei Royal Trux o Trout mask replica di Beefheart.

Certo “the dark side” resta the dark side, ma più che pietra miliare, è invecchiato male, fa vino cattivo, aceto fino a ridursi ad un rudere sonoro.

I Caffi, combo di tre vetero-delinquenti Alessandrini, si sono dati appuntamento in un ritrovo bucolico di briganti per registrare la loro piecè irripetibilis “Deteriorato dal Liquame LIVE A CIMAFERLE 2010”

 14 tracce di electro cluster noise con venature  lounge da capillari scoppiati di intimismo cantautoriale socially scorrect, più una cover italianizzata di I wanna be your dog.

Registrate absolutely live, le tracce conservano quell’attitudine distorta che li delinea come una steve roger’s band più malevola zeppa di bamba della pampas di alessandria,  con echimosi ectoplasmatiche di Depeche Mode a far capolino di tanto in tanto.

Unica raccomandazione: tenete lontani i bambini e nonne dallo stereo, questa roba fa abortire anche i cinghiali più ruspanti.

Finalmente con i Caffi in circolazione non si sentirà più parlare di Savoia, il liquame  affonda la regina, e Iddio non la salverà di sicuro

Il live “deteriorato dal liquame” è scaricabile free of charge proseguendo la navigazione sul link sotostante:

https://sites.google.com/site/caffidialessandria/deteriorato-dal-liquame


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Mal d’ Amore del Conte de Morgausen

gennaio 12, 2011
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MAL D’AMORE

E le scrivevo le poesie d’amore.

Quelle tragiche, come coltelli affilati sottopelle.

E le scrivevo degli addii sfrontati

come baci, saluti ed occhi rossi, il mattino presto.

Ricordo: quando andasti via picchiai la testa contro il muro.

Un sole freddo ti incorniciava il volto e i tuoi capelli brillavano,

come cieli di un paese lontano. Forse Dicembre è un mese troppo freddo

per partire, dicesti. Meglio d’estate, con il sudore sui baci sfacciati

ed un pullman lontano, che si porta via il tuo odore.

Allontanarsi a piccoli passi dalla stazione. Accendersi una sigaretta e poi pensare

che il tempo non porta via niente

e non lascia nulla.

Se ci fosse una soluzione sarebbe compito dei matematici.

Se ci fosse una soluzione sarebbe come calcolare dio.

Chiamate un dottore, vi prego,

perché morire d’amore è come morire di inedia.

E le scrivo le poesie smielate, per esorcizzare il male che mi porto dentro.

Un male necessario, per poter godere del bene. Ying e yang, attesa e desiderio.

Donami un nichilismo da due soldi o pagami da bere. Lo sai, guiderò ubriaco questa notte

perché si muore per poco meno a questo mondo, che di mal d’amore.

Conte de Morgausen aka Francesco Morga (on youlibro.it)


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