Dead Skyline

“RACCONTI CIALTRONI PER CERVELLI A SONAGLI”il 17 Marzo allo Zed e il 19 al CSOA EX MATTATOIO DI CV 19 MARZO

febbraio 21, 2011
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once upon a time in cartaceo: deaskyline old ones downloading

febbraio 19, 2011
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Costretti a sanguinare review

febbraio 14, 2011
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COSTRETTI A SANGUINARE DI MARCO PHILOPAT – EDIZIONI SHAKE MILANO 1997

 

“Dalla Milano da bere alla Milano da pere”

 

 

 

Metto le mani su questo libro con un ritardo clamoroso di più di un decennio  dalla sua comparsa editoriale.

Mea culpissima!

La prima cosa che mi è saltata in mente cominciando a leggerlo è stata l’affinità e la convergenza con un altro libro generazionale sul Punk in Italia, ovvero, “Il disastro degli Anto’” di Silvia Ballestra uscito, coincidenza delle coincidenze nello stesso anno di grazia di “Costretti a Sanguinare” di Philopat: 1997. che i due autori abbiano voluto così omaggiare l’anniversario ventennale dalla nascita del punk?

 Questi due “romanzi” culto uniti all’autobiografico e più scanzonato “dov’eri tu nel ‘77” di Federico Fiumani ed Coniglio, hanno rafforzato la convinzione del sottoscritto su tre punti cardine concernenti il punk italico :

1)      Rispetto al Punk 77 anglo-americano è arrivato nella nostra penisola con uno scarto di due anni

2)      A differenza del punk inglese e soprattutto americano si intrecciò con le violente vicende politiche di fine anni ’70 ed ebbe una connotazione sicuramente più casereccia e contaminata a differenza dell’ortodossia estetico musicale di quello oltre manica e oltre oceano.

3)      Non c’è traccia di gruppi punk italiani nel senso puro del termine (punk 77) si è passati da band simil demenziali post beat quali Decibel, Skiantos, Gaznevada, Tampax all’hardcore di band quali Crash Box, Bloody Riot, Negazione, Nabat. Il punk 77 in Italia si è cominciato a suonarlo a fine anni ’80 con band quali i Taxi, Senza Benza, Crummy Stuff, Club 27, Bingo e via dicendo

Il valore principale del romanzo di Philopat sta nel tracciare una mappa locale e non solo in cui    locali, negozi di dischi e di vestiti,  bancarelle,  strade, ma soprattutto personaggi furono posseduti dall’energia e dall’attitudine punk e provarono con alterne fortune a scardinare la Milano pre craxiana, quella da bere, con un sovravoltaggio di idee e rumore antisociale  che generò quel cortocircuito della  Milano da pere in cui l’ero prese il posto del nichilismo ideologico.

Costretti a sanguinare” è il sogno padano e italiano di poter importare tout court l’estremismo punk anglosassone dei Crass o  quello autodistruttivo dei losangelini Germs in un contesto ancora provinciale ed impreparato, renderlo svincolato da tutto, autoctono.

Con l’occupazione e la creazione del Virus il punk diventa punx, lo Stivale peninsulare si trasforma in anfibio, ed anche una realtà marginale per il movimento come quella di Milano si trasfigura in una dimensione più mittle europea ed emancipata.

“c.a.s.” è una breve storia godibilissima che va giù come uno shot di vodka, come un attacco “one two three four”  dei Ramones, a volte forse sta li a compiacersi un po’ troppo, altre sfiora un esagerazione mitologica, altre ancora è priva forse di quell’ironia o sarcasmo che ci si potrebbe aspettare da certi episodi di vita da strada, ma è un dato di fatto che è una testimonianza importante che sommata a poche altre rende decifrabile quel periodo storico in cui “costretti a sanguinare” non era soltanto una metafora o uno slogan.

hugo bandannas


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Easygirls dead or alive or “a zombies reunion on 4th of march”

febbraio 3, 2011
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