Dead Skyline

La traccia nascosta -in-eXistenz | aprile 13, 2012

Immaginedi Hugo Bandannas

Qual’è il fil rouge che lega i tre dischi assiomi del rock and roll e non: exile on main streettrout mask replica e twin infinitives ?

 Li lega il fatto di essere un unicum. Un brano/taccia/lokomotiva solo segmentato in molteplici sotto-tracce. Non sono propriamente dei concept album, perchè nei concept ogni singola canzone lavora per la finalità del concetto stabilito per l’appunto.

I suddetti album si srotolano su un binario unico, per alcuni un binario morto per altri un binario che tende ad infinito, ma comunque un binario con la sola locomotiva, ed il fatto che siano divisi per singole unità/vagoni è soltanto un espediente di marketing per renderli più appetibili e trattabili.

Ascoltando per intero queste lokomotives del suono si ha l’impressione che siano stati registrati con una sola take nell’hic et nunc ed i fatti ci danno ragione almeno in parte. Registrati nell’immediato tendono all’infinito.

Al di la dell’indubbio sgangherato e sdrucito approccio naifè dei rispettivi dischi che mette un punto a capo alla prosopopea del rock and roll, essi si basano esclusivamente sulla musica nel senso ontologico del termine. Sono assolutamente privi di ogni distrazione accattivante o espediente estetico che compensa solitamente la pochezza dei lavori in circolazione.

Ciò che sorpende di più durante l’ascolto è comunque la caleidoscopica polifonia e la spiazzante decontestualizzazione – qualità inesistenti nel panorama rock su larga scala.

Decontestualizzazione perchè ognuno di questi Lp ci conduce verso un luogo indistinto, mai esplorato prima, ignoto sia a livello immaginativo che sonoro eppure allo stesso tempo dotato di un  costante deja vu primordiale, come se andasse a toccare le note sepolte e occultate da qualche parte nell’essere e non essere.

Polifonico perchè pur essendo un unicum segmentato in sottotracce, questa nebulosa informe e deformata colpisce ed avvolge l’ascoltatore da più parti in maniera disarmonica ma ammiotica  così che dall’inizio alla fine si è costretti ad essere parte attiva all’ascolto e non più ascoltatori passivi alla mercè di canzonette pink punk pop digestive.

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Perchè questa musica risulta essere ostica o è considerata tale?

In prima analisi perchè è musica che non passano alla radio, l’orecchio non è abituato a tali dilatazioni temporali di suoni e a spezzettature cumuliformi così come non è abituata al cinema d’autore. Si snerva facilmente e preferisce l’esaurimento robotico dei media a quello destabilizzante della novità.

Poi perchè questa musica è meno concettuale di quel che si pensi.  Agisce e modifica i pensieri e le idee delle persone in modo dirompente ma subdolo per cui non è pensabile ascoltare queste 3 unicae lokomotif e poi tornare indenni al montaggio ripetitivo ed insulso delle proprie azioni, alla vita di merda di sempre.

Questo tipo di sgorbio sonoro persistente è stato creato ma non de-generato per scolpirsi nel tempo, imprimersi nella coscienza anche se questa si affannerà a respingerlo, esso penetra nella carne pensante la scarnifica come un hellraiser, sbriciola i muri delle vostre case, intacca e riga i vostri cd riposti ordinatamente sugli scaffali, e come una traccia nascosta, deturpa la bruttezza delle vostre in-esistenze, arriva persino ad operare al posto vostro, voi che non siete più in grado di ad/operarvi ma soltanto di meritarvi ciò che ascoltate.

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