Dead Skyline

End of Silence – come ti sgrammatizzo la sintassi del rock and roll Henry! | febbraio 4, 2012

A rompere il silenzio siderale di una deaskyline on the rocks a – 30 gradi circa(più di due mesi di latitaanza tra password dimenticate, aggrovigliate, incistate e un simil romanzo da ultimare che si è incagliato proprio alle ultime pagine) ci pensa – again and again –  Mr. Muscolo Rollante, con questo disco di cui amo la cover ma non particolarmente il contenuto.

La rollins band ha un suono troppo perfetto e manierista da risultare inverosimile, sembra una band concepita da un cervellone elettronico, avete presente quelle voci metalliche composte da diverse tonalità sovrapposte e preregistrate che annunciano i treni locali? ecco una cosa del genere, con la sua band Henry forse ambiva a scolpirsi nel tempo insieme a led zeppelin e black sabbath, o forse chissà voleva solo riposarsi.

Sta di fatto, che il silenzio una volta spezzato, non si rimargina più, un titolo del genere era più appropriato per un lavoro con i black flag, definitivo come Damage, irreversibile!

L’influsso di incoscienza mi sintonizza di nuovo sulla specificità del rock and roll, se non superiamo questo gap, ragazzi non si va da nessuna parte. Ieri sera ho visto the artist, un delizioso film muto sugli anni del muto, il cinema e la specificità delle immagini in movimento, in effetti il sonoro è superfluo. Ai bei film potete anche togliere il sonoro, intendo ai film d’autore, Tarkowsky, Jarmusch, Antonioni etc.etc.

Allora cosa puoi levare al rock and roll senza che esso cessi di esistere?

L’immaginario? Beh pensate ad un brano di Elvis senza la visualizzazione delle sue movenze pelviche….non molla ma barcolla…

Neanche nel jazz funzionerebbe del tutto, una my favourite things concepita senza il fumo della sigaretta di coltrane che riempie il village? naaaaaaaaaa

il blues-jazz-rock and roll non sono ascolti da camera, puoi goiderti un quadro, un film, un operetta nel tuo comodo sofà, ma con il rock and roll non funziona.

Liquiderei la faccenda come fanno i dottori con certe malattie, sindrome aspecifica……il rock and roll è una sindrome aspecifica, o almeno era…adesso che i discografici l’hanno incartato e incellophanato dentro condom omologati per menti pre-impostate, allora in questo caso, Elvis, Ozzie o Stiv Bators risulterebbero un qualcosa di kitch per le nuove generazioni.

E’ comprensibile come la morte del rock and roll sia stata meno dolorosa della perdita della sua aspecificità e indeterminatezza. Adesso che il la musica del diavolo ha un volto davvero satanico non fa più paura a nessuno no?

p.s.  sono inqualificabilmente a-sintattico e s-grammaticato, non per una posa, è solo pigrazia, non rileggo, non correggo, nessuno può farlo per me. quindi non rileggete, buona la prima end of silence – consigli pee gli acquisti

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